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La filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto.

La filariosi è una malattia relativamente comune che può colpire gli animali e l'uomo. E' presente in tutto il mondo e gli animali domestici, in particolare cani e gatti, sono gli ospiti principali.


Qual è la causa della filariosi?

Questa malattia è scatenata dal parassita Dirofilaria immitis, un verme tondo che viene trasmesso dagli insetti, in particolare da Anopheles e Culex. I vermi adulti risiedono nell'arteria polmonare e nel lato destro del cuore e producono le microfilarie che vanno in circolo nel sangue. Attraverso le punture delle zanzare, le larve infettanti vengono trasmesse da un ospite all'altro. L'uomo può essere un "ospite aberrante" in quanto può essere infestato senza che il parassita sviluppi tutto il suo ciclo.

Quali sono i sintomi della filariosi?

Nel cane può presentarsi una sintomatologia varia che comprende tosse persistente, dispnea (difficoltà respiratoria), intolleranza all'esercizio, emottisi (emissione di sangue con la tosse), perdita di appetito e di peso. Questi sono verosimilmente riferibili a insufficienza cardiaca congestizia, tromboembolismo polmonare, emolisi intravascolare e ascite. Se non curata la malattia può portare alla morte.


Qual è il rischio di contrarre questa malattia?

La patologia è presente in tutto il mondo ma la sua prevalenza varia a seconda della presenza e attività degli insetti vettore, della quantità di cani infestati, dalla temperatura ambientale e altre condizioni relative allo stile di vita. I paesi del bacino Mediterraneo rientrano nelle aree endemiche ed è quindi necessario attuare misure di profilassi al fine di limitare il più possibile la diffusione della malattia. Le strategie di profilassi attualmente suggerite sono efficaci nell'eliminare gli stadi immaturi del parassita e di conseguenza impedire lo sviluppo della malattia, pertanto è molto importante eseguire il protocollo di prevenzione con regolarità. Questo protegge i nostri animali ma ha anche un ruolo preventivo per la dirofilariosi umana.

Se viene diagnosticata la malattia al cane, si possono attuare dei protocolli di trattamento che sono però più complessi del programma di prevenzione e il cui risultato dipende anche dallo stadio della malattia.


E i gatti?

Il gatto è un ospite "imperfetto" in quanto il numero di parassiti che sviluppano completamente il ciclo è più basso e in una buona percentuale di casi la condizione si risolve spontaneamente. Nonostante un basso numero di parassiti però le lesioni possono essere più gravi nel gatto, a volte anche con morte improvvisa e inoltre, i trattamenti che si eseguono per curare i cani non si utilizzano nei gatti. E' fondamentale quindi anche per questi ultimi eseguire una profilassi regolare, anche se non escono di casa!


Se avete dubbi riguardo lo stato di rischio o le condizioni del vostro animale rivolgetevi al Medico Veterinario che potrà così suggerirvi l'approccio migliore per il vostro compagno a 4 zampe!

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